DigComp 2.2: aree e livelli delle competenze digitali, e come si valutano a scuola

Il quadro europeo delle competenze digitali: le 5 aree, le 21 competenze, gli 8 livelli di padronanza, la versione italiana del dicembre 2022 e il metodo per valutare in classe.

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Tre persone in riunione scolastica con laptop, fogli e griglia di valutazione sul tavolo
La scena mostra come il quadro delle competenze digitali diventi uno strumento concreto per orientare formazione e valutazione.

Primo incontro di ottobre per la formazione sulla transizione digitale, e sul tavolo c'è il piano dei percorsi da caricare sulla piattaforma. Serve mappare le competenze digitali del personale, con quale elenco? Un collega propone «le cinque aree», un altro tira fuori il DigCompEdu, una terza persona sostiene che le certifica già l'ECDL. Tutti e tre hanno un pezzo del quadro giusto; nessuno usa il documento giusto per il destinatario giusto.

Il quadro europeo delle competenze digitali esiste, si chiama DigComp, è arrivato alla versione 2.2 e ha alle spalle una traduzione italiana ufficiale. Il problema non è la sua esistenza: è che a scuola viene citato quasi sempre a memoria, con il numero di versione sbagliato e con il destinatario sbagliato. Qui sotto trovi che cosa contiene esattamente, che cosa è cambiato nella 2.2, gli otto livelli di padronanza con le loro formulazioni reali, e un metodo per trasformare i descrittori in una griglia utilizzabile in classe.

DigComp cos'è e chi lo pubblica

DigComp cos'è, in una riga: il quadro di riferimento europeo che dice che cosa significa «competenza digitale». Non è un software, non è un esame e non è una certificazione: è il documento che definisce aree, competenze, livelli ed esempi con cui si descrive la competenza digitale di una persona.

Lo pubblica il Joint Research Centre (JRC), il servizio scientifico della Commissione europea. La versione in vigore è la 2.2, pubblicata il 17 marzo 2022 dal Publications Office of the European Union: autori Riina Vuorikari, Stefano Kluzer e Yves Punie, codice JRC128415, numero di pubblicazione EUR 31006 EN, ISBN 978-92-76-48882-8, doi 10.2760/115376. Sono i riferimenti da mettere in nota se in un documento di istituto devi indicare la fonte.

La storia in quattro tappe: la 1.0 del 2013 ha definito il modello concettuale; la 2.0 del 2016 ha riscritto aree e competenze; la 2.1 del 2017 ha introdotto gli otto livelli di padronanza; la 2.2 del 2022 ha aggiornato gli esempi.

DigComp 2.2: che cosa è cambiato rispetto alle versioni precedenti

La 2.2 è un aggiornamento degli esempi, non una revisione del modello. Il documento lo dice esplicitamente: l'aggiornamento si concentra sugli esempi di conoscenze, abilità e attitudini applicabili a ciascuna competenza, nella dimensione 4, e non tocca i descrittori del modello concettuale né i livelli di padronanza.

Che cosa c'è dentro, allora: più di 250 nuovi esempi di conoscenze, abilità e attitudini, da dieci a quindici brevi frasi per ciascuna delle 21 competenze. I temi sono dichiarati nella sinossi e sono i tre che interessano di più la scuola: i sistemi guidati dall'intelligenza artificiale, il lavoro a distanza e l'accessibilità digitale. Due allegati del rapporto sono dedicati proprio a questo: l'Allegato 2 sui cittadini che interagiscono con sistemi di IA, l'Allegato 3 sul lavoro a distanza.

Perché conta: citare la 2.2 e poi usare gli esempi della 2.1 significa descrivere la competenza digitale con il vocabolario del 2017, senza IA, lavoro a distanza e accessibilità.

Le cinque aree e le 21 competenze

Il quadro è organizzato in cinque aree di competenza e ventuno competenze. Le aree 4 e 5 sono trasversali: si applicano a qualsiasi attività svolta con mezzi digitali, ed è per questo che sicurezza e capacità di risolvere problemi non sono «materie» ma condizioni di tutto il resto.

Area Competenze
1. Alfabetizzazione su informazioni e dati 1.1 Navigare, ricercare e filtrare dati, informazioni e contenuti digitali · 1.2 Valutare dati, informazioni e contenuti digitali · 1.3 Gestire dati, informazioni e contenuti digitali
2. Comunicazione e collaborazione 2.1 Interagire con gli altri attraverso le tecnologie digitali · 2.2 Condividere informazioni attraverso le tecnologie digitali · 2.3 Esercitare la cittadinanza attraverso le tecnologie digitali · 2.4 Collaborare attraverso le tecnologie digitali · 2.5 Netiquette · 2.6 Gestire l'identità digitale
3. Creazione di contenuti digitali 3.1 Sviluppare contenuti digitali · 3.2 Integrare e rielaborare contenuti digitali · 3.3 Copyright e licenze · 3.4 Programmazione
4. Sicurezza 4.1 Proteggere i dispositivi · 4.2 Proteggere i dati personali e la privacy · 4.3 Proteggere la salute e il benessere · 4.4 Proteggere l'ambiente
5. Risolvere problemi 5.1 Risolvere problemi tecnici · 5.2 Individuare bisogni e risposte tecnologiche · 5.3 Utilizzare in modo creativo le tecnologie digitali · 5.4 Individuare i divari di competenze digitali

Il sistema di numerazione è semplice: il primo numero è l'area, il secondo la competenza. «Competenza 3.3» è copyright e licenze, «4.2» è la protezione dei dati personali e della privacy. Citare il numero senza il titolo è il modo più rapido per far perdere il filo a chi legge.

Gli otto livelli di padronanza e i quattro gradi

Gli otto livelli non sono un'invenzione della 2.2: arrivano dalla 2.1 del 2017 e sostituiscono i tre livelli — base, intermedio, avanzato — della versione 1.0. Sono raggruppati in quattro gradi, due livelli ciascuno: Base 1 e 2, Intermedio 3 e 4, Avanzato 5 e 6, Altamente specializzato 7 e 8.

La cosa da sapere, se devi usarli in un documento scolastico, è che rapporto hanno con l'EQF. Il rapporto è esplicito: gli otto livelli «si ispirano alla struttura e al vocabolario dell'European Qualification Framework (EQF)», ma «senza tuttavia alcun legame con le qualifiche». Un livello DigComp non è un titolo di studio, non è un livello EQF e non ha valore di per sé in un curriculum.

Il valore sta nelle formulazioni, che sono scritte per essere osservabili. Questi quattro descrittori sono reali, riferiti alla competenza 1.1, navigare, ricercare e filtrare dati, informazioni e contenuti digitali:

  • livello 1 (Base): «A livello base e con l'aiuto di qualcuno, sono in grado di: individuare i miei fabbisogni informativi; trovare dati, informazioni e contenuti attraverso una semplice ricerca in ambienti digitali».
  • livello 3 (Intermedio): «Da solo e risolvendo problemi diretti, sono in grado di: spiegare i miei fabbisogni informativi; svolgere ricerche ben definite e di routine».
  • livello 5 (Avanzato): «Oltre a fornire supporto agli altri, sono in grado di: soddisfare i fabbisogni informativi; applicare ricerche per ottenere dati, informazioni e contenuti in ambienti digitali».
  • livello 7 (Altamente specializzato): «A un livello altamente specializzato, sono in grado di: creare soluzioni per problemi complessi con definizione limitata inerenti la navigazione, la ricerca e l'applicazione di filtri a dati, informazioni e contenuti digitali».

Leggili come progressione, non come scala di voti: cambia il grado di autonomia, cambia se serve aiuto, cambia se la persona è in grado di supportarne altre.

Le cinque dimensioni del quadro

Il DigComp è organizzato in cinque dimensioni, e chi lo cita a scuola sbaglia quasi sempre dimensione.

  1. Dimensione 1: le aree di competenza, cioè le cinque dell'elenco qui sopra.
  2. Dimensione 2: i titoli e i descrittori delle ventuno competenze.
  3. Dimensione 3: i livelli di padronanza di ciascuna competenza, gli otto della sezione precedente.
  4. Dimensione 4: gli esempi di conoscenze, abilità e attitudini, la dimensione aggiornata dalla 2.2.
  5. Dimensione 5: i casi d'uso in contesti specifici, in particolare occupazione e apprendimento.

In pratica: per un indicatore di curricolo servono la 2 e la 3; per progettare un'attività serve la 4, scritta proprio per dare esempi concreti; per un percorso di orientamento al lavoro si legge la 5.

DigComp, DigCompEdu e DigCompOrg: tre quadri, tre destinatari

Tre quadri con lo stesso prefisso sono la fonte più comune di confusione, quindi vale la pena fissarli in una tabella.

Quadro A chi si rivolge Struttura
DigComp cittadini 5 aree, 21 competenze, 8 livelli
DigCompEdu docenti e formatori, dalla prima infanzia all'istruzione degli adulti 6 aree, 22 competenze, 6 livelli
DigCompOrg organizzazioni educative quadro per lo sviluppo della capacità digitale dell'organizzazione

DigCompEdu è il quadro del 2017, curato da Christine Redecker con Yves Punie come editor per il JRC (JRC107466, EUR 28775 EN, doi 10.2760/159770); la versione italiana è a cura di Stefania Bocconi, Jeffrey Earp e Sabrina Panesi per l'Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR. I suoi sei livelli si chiamano Novizio (A1), Esploratore (A2), Sperimentatore (B1), Esperto (B2), Leader (C1), Pioniere (C2) e si appoggiano ai livelli del Quadro comune europeo per le lingue.

La differenza non è formale: l'area 3 del DigComp è «creazione di contenuti digitali», l'area 3 del DigCompEdu è «pratiche di insegnamento e apprendimento». Stesso numero, cose diverse: per valutare un docente il quadro è DigCompEdu, per descrivere le competenze di uno studente è DigComp.

La traduzione italiana ufficiale e dove trovarla

La versione italiana esiste, ed è un documento a sé. È datata dicembre 2022 ed è stata curata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito del programma Repubblica Digitale: gruppo di lavoro coordinato da Pasquale Popolizio, con il co-coordinamento di Sandra Troia e Stefano Kluzer. La traduzione delle dimensioni 1, 2, 3 e 5 del DigComp 2.1, rimaste invariate, era già stata curata in passato da AgID ed è stata integrata nel documento finale.

Il PDF si scarica dal sito di Repubblica Digitale ed è presente anche sul sito AgID. In testa porta la citazione della pubblicazione originale, Vuorikari, Kluzer e Punie, DigComp 2.2, EUR 31006 EN, Lussemburgo 2022.

Come si cita in un documento di istituto: «DigComp 2.2 — Il Quadro delle Competenze Digitali per i Cittadini, versione italiana, dicembre 2022, Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri». Citare solo l'inglese del marzo 2022 obbliga chi legge a cercarsi un documento in inglese per verificare una frase italiana.

Come si usa il DigComp 2.2 a scuola

Il quadro non è una disciplina e non è un curricolo: è il linguaggio con cui si descrivono le competenze digitali. A scuola entra da tre porte concrete.

La prima è la formazione del personale. Il D.M. 66 del 12 aprile 2023 ha destinato fondi a tutte le istituzioni scolastiche statali come nodi formativi locali del sistema di formazione per la transizione digitale, con percorsi per docenti, dirigenti, DSGA e personale ATA «in coerenza con i quadri di riferimento europei per le competenze digitali DigComp 2.2 e DigCompEdu». È la pagina del Ministero dedicata alla misura a dirlo, ed è la ragione per cui in molte scuole il nome DigComp è comparso in un progetto PNRR e non in una programmazione.

La seconda è il curricolo di istituto: le cinque aree diventano i riferimenti di competenza da presidiare nei diversi anni, le ventuno competenze gli indicatori, gli otto livelli la scala su cui si descrive il percorso.

La terza è la progettazione per competenze: scegliere una competenza del quadro e costruirci sopra un compito, un'attività e una griglia.

Quello che il DigComp non fa è darti un programma: nel documento non c'è una sequenza di contenuti per la classe terza. È un quadro di riferimento, non un'indicazione nazionale.

Se ti serve un riferimento rapido, ho preparato una mappa che riassume il quadro in una pagina: le cinque aree a sinistra, gli otto livelli raggruppati nei quattro gradi a destra. È un riassunto visivo, da tenere aperto mentre leggi o da stampare per il gruppo di lavoro; le tabelle e i descrittori del testo restano la fonte da citare.

Infografica del DigComp 2.2: a sinistra le cinque aree di competenza con il numero di competenze di ciascuna e i relativi intervalli di numerazione, a destra gli otto livelli di padronanza raggruppati nei quattro gradi Base, Intermedio, Avanzato e Altamente specializzato, con la caratteristica che li distingue.
La mappa del DigComp 2.2: le cinque aree e i quattro gradi degli otto livelli. Fonte: JRC128415 (2022) e versione italiana, dicembre 2022.

Come si valutano le competenze digitali: dal descrittore alla griglia

Un punto di partenza che evita molto lavoro inutile: il DigComp non contiene prove, punteggi o soglie. Contiene descrittori. Valutare con il DigComp significa prendere i descrittori e trasformarli in indicatori osservabili.

Il metodo sta in quattro passaggi.

  1. Scegli una competenza sola, con il suo numero: per esempio la 1.2, valutare dati, informazioni e contenuti digitali.
  2. Leggi i descrittori dei livelli che ti interessano nella dimensione 3 e guarda che cosa cambia tra un livello e l'altro. Sulla 1.2 il passaggio è netto: al livello 2, con un supporto adeguato, si rileva la credibilità e l'affidabilità delle fonti comuni; al livello 3 si valutano fonti definite, da soli; al livello 5 fonti diverse, fornendo supporto agli altri. È un salto di autonomia e di ampiezza delle fonti.
  3. Traduci quel salto in un indicatore visibile in classe: «confronta due fonti diverse sullo stesso fatto e motiva quale ritiene più affidabile», oppure «dato un risultato di ricerca, spiega con quali criteri ha scelto le prime tre fonti».
  4. Costruisci la griglia con quattro colonne: indicatore osservabile, livello atteso per quella classe, evidenza raccolta, livello rilevato. La struttura è la stessa della griglia di valutazione usata per le competenze disciplinari, che ho descritto in Valutazione formativa e griglie di valutazione.

Due avvertenze. Gli otto livelli non sono voti e non si traducono in decimi: descrivono che cosa una persona sa fare e con quanta autonomia, non quanto vale. E una classe non ha un livello, ce l'hanno gli studenti: lo stesso studente può stare al livello 3 sulla 1.2 e al livello 5 sulla 3.1, perché i livelli sono per competenza.

Test e autovalutazione: quali strumenti gratuiti esistono

Se ti serve uno strumento già pronto, il rapporto DigComp 2.2 dedica una sezione agli strumenti di autoriflessione, monitoraggio e certificazione della competenza digitale, e quell'elenco è la fonte da cui partire.

  • Europass, il curriculum europeo: consente di elencare e organizzare le proprie competenze digitali nel profilo secondo il modello DigComp.
  • La Digital Skills and Jobs Platform: ogni cittadino dell'Unione può accedere a uno strumento di autovalutazione delle competenze digitali, che al termine suggerisce su quali competenze concentrarsi e quali percorsi seguire.
  • DigCompSat: il rapporto con l'elenco delle domande e delle risposte è distribuito con licenza Creative Commons, quindi riutilizzabile e traducibile citando la fonte.
  • MyDigiSkills: il test costruito sui risultati di DigCompSat, disponibile in undici lingue tra cui l'italiano. È ospitato da All Digital e i partner possono chiedere un codice test per somministrarlo a un gruppo specifico, per esempio una scuola e i suoi studenti.

Per i docenti c'è SELFIE for Teachers: strumento online e gratuito per gli insegnanti della scuola primaria e secondaria, sviluppato nell'ambito dell'iniziativa DigCompEdu e validato in quattro Stati membri, Estonia, Italia, Lituania e Portogallo. Ha 32 item che riflettono le 22 competenze del quadro, con sei livelli di progressione; dà un riscontro immediato per area, un rapporto individualizzato con i suggerimenti per passare al livello successivo e il confronto dei progressi nel tempo e con altri insegnanti. C'è anche una funzione di autovalutazione di gruppo, con dati anonimi presentati in forma aggregata: è la modalità che ha senso proporre in un collegio docenti.

Due cautele. Un'autovalutazione competenze digitali funziona solo se chi la compila ha letto i descrittori: senza il riferimento ai livelli la risposta resta un'opinione. E un quiz competenze digitali trovato in rete va aperto prima di somministrarlo: molti sono costruiti su DigComp 2.1, altri su un'idea di competenze digitali che con il quadro non ha niente a che fare.

Certificazione competenze digitali: che cosa il quadro non è

Chi cerca una certificazione competenze digitali deve fare i conti con una distinzione che il documento mette nero su bianco. Gli otto livelli di padronanza si ispirano alla struttura e al vocabolario del Quadro europeo delle qualifiche, ma senza alcun legame con le qualifiche. Tradotto: il DigComp definisce che cosa si valuta, non rilascia nulla e non attribuisce titoli.

Nemmeno l'equivalenza con l'EQF è automatica: un livello DigComp non è un livello EQF e non va scritto come tale in un curriculum.

Certificare competenze digitali è quindi un'attività che sta fuori dal quadro: la fanno organismi ed enti di formazione con prove proprie. Il DigComp serve prima, perché fornisce gli indicatori su cui la prova dovrebbe poggiare.

La domanda da fare a chi propone una certificazione è sempre la stessa: su quale versione del quadro è costruita, quali delle 21 competenze copre, a quale livello. Un certificato che non risponde è un attestato di frequenza con un nome più ambizioso.

Dentro la scuola il quadro ha un uso diverso e più utile: descrivere con un linguaggio condiviso che cosa lo studente sa fare, così che il passaggio tra ordini di scuola e quello verso il lavoro parlino la stessa lingua.

Gli errori frequenti quando si cita il DigComp a scuola

Cinque, tutti ricorrenti.

Il numero di versione. «DigComp 2.1» in un documento del 2026 indica che la fonte è del 2017: i descrittori di base sono gli stessi, gli esempi no.

Il destinatario. DigComp per gli studenti, DigCompEdu per i docenti e per la formazione del personale. Non sono intercambiabili.

Le aree come materie. Le cinque aree non si insegnano una per volta: la 4, sicurezza, e la 5, risolvere problemi, sono trasversali per costruzione, e trattarle come unità didattiche separate le svuota.

I livelli come voti. Gli otto livelli descrivono autonomia e complessità, non rendimento. Usarli come scala di valutazione sommativa li rende inutilizzabili.

La lingua della fonte. Se citi la versione inglese del marzo 2022 e poi riporti una frase italiana, stai citando un documento che in quella lingua non contiene quella frase: esiste la versione italiana ufficiale del dicembre 2022.

Domande frequenti

DigComp cos'è, in parole semplici?

È il quadro di riferimento europeo che definisce che cosa significa competenza digitale: cinque aree, ventuno competenze e otto livelli di padronanza. Non è un esame né una certificazione, ma il linguaggio con cui si descrivono le competenze digitali di una persona.

Qual è la differenza tra DigComp 2.1 e DigComp 2.2?

La 2.2 aggiorna soltanto gli esempi di conoscenze, abilità e attitudini — più di 250 frasi nuove — con i temi emergenti: sistemi guidati dall'intelligenza artificiale, lavoro a distanza, accessibilità. Descrittori delle competenze e livelli di padronanza restano quelli della 2.1.

Il DigComp vale come certificazione delle competenze digitali?

No. Il quadro non rilascia certificazioni e i suoi livelli non hanno legame con le qualifiche: definisce soltanto che cosa si valuta. Le certificazioni le rilasciano organismi che costruiscono prove proprie, e la prima domanda da fare loro è su quale versione del quadro sono costruite.

Dove trovo un test competenze digitali gratuito e in italiano?

Nella sezione del rapporto DigComp 2.2 dedicata agli strumenti di autoriflessione: MyDigiSkills, disponibile in undici lingue compreso l'italiano, e gli strumenti della Digital Skills and Jobs Platform. Per i docenti lo strumento gratuito è SELFIE for Teachers, costruito su DigCompEdu, con rapporto individualizzato e autovalutazione di gruppo.

Un quiz competenze digitali va bene come prova di valutazione in classe?

Come autovalutazione sì, come prova no. Un quiz restituisce un punteggio, il DigComp descrive comportamenti e autonomia: per valutare serve una griglia costruita sui descrittori dei livelli. Prima di somministrare un quiz trovato in rete, controlla quale versione del quadro usa.

Le competenze digitali docenti seguono lo stesso quadro di quelle degli studenti?

No. Per gli studenti e per i cittadini il quadro è il DigComp, con cinque aree e ventuno competenze; per i docenti il riferimento è il DigCompEdu, con sei aree, ventidue competenze e sei livelli da A1 a C2. Il D.M. 66/2023 li richiama entrambi per la formazione del personale.

Serve la versione italiana ufficiale per citare il DigComp in un documento di istituto?

Non è obbligatoria, ma è la scelta che rende verificabile la citazione: la versione italiana è datata dicembre 2022 ed è curata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito del programma Repubblica Digitale.

Il quadro si incrocia con altri due temi già trattati sul sito: la valutazione per competenze, con Valutazione formativa e griglie di valutazione, e il curricolo di istituto, con Educazione civica: normativa e programmazione delle ore. Se invece ti serve un esempio di attività che ricade nell'area 3, la creazione di contenuti digitali, ne ho scritto in Mappa concettuale con AI: guida per docenti.

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Admeto Verde — Ingegnere Industriale esperto in tecnologie e processi industriali, docente di ruolo in discipline tecniche, autore di guide pratiche su tecnologia e intelligenza artificiale per la scuola e le PMI italiane su NextGenTool.it.

Admeto Verde

Ingegnere industriale · docente di ruolo in discipline tecniche

Ingegnere ed esperto di automazione, tecnologie e processi industriali per PMI italiane. Analizzo e testo sul campo i migliori tool tecnologici per ottimizzare i processi aziendali.